Tento di inaugurare oggi la sezione viaggi con un breve racconto legato al 4 luglio.
Nel 1982, diciottenne, sono in Arizona a fare l'operaio tuttofare in fabbrica. Motivo? Fare la cosiddetta "esperienza culturale" come quella che facevano alcuni miei amici con il cosiddetto anno di studio all'estero. Ma senza sborsare nulla. Dave il disorganizzato sognatore, Steve il collega razionale e Bob il chicano, tutti miei coetanei, mi espongono il piano per una fuga in California. Loro non avevano mai visto il mare. Si divide la benzina, si viaggia di notte, si va a dormire dal fratello di Dave, Marine a San Diego, si fa il 4 luglio in spiaggia a vedere i fuochi, si torna il 5. Perfetto?
Quasi perfetto. La macchina era di quelle concesse ai diciottenni, una vecchia carretta con l'aria condizionata rotta che va rabboccata d'olio oltre che di benzina. Ma il suo dovere l'ha fatto. La nostra prima emozione è stata vedere nella notte il cartello "Welcome to California" accompagnato da una strada di stelle. Già: le quattro corsie di asfalto irregolare ondeggiante nel deserto diventavano quattro scie di brillanti catadiottri sulle linee tratteggiate. Primo segno del paradiso: la ricca California ci accoglieva con una strada dritta e liscia da sogno. I catadiottri ti svegliavano se ti addormentavi e e ti guidavano come corsie tra stelle. La paga oraria base in Arizona era $4.50, in California, $6.00.
Arriviamo al mattino presto e saliamo al Cimitero. E' una collina che ti lascia senza fiato per il numero di lapidi bianche. Sono tutti soldati. Lo fanno vedere in qualche film, ma non c'è immagine che possa rendere l'idea della vastità e delle sensazione che da un posto del genere. All'epoca scattavo solo diapositive, che ora sono in cantina. Quindi cerco una foto su TripAdvisor.
Di San Diego ricordo le spiagge, o meglio i ragazzotti e le ragazzotte californiane. Alte e grosse il doppio di me. Bionde, biondi, muscolosi, belli, belle. Un altro pianeta. Gran voglia di divertirsi, Enorme numero di pickup carichi di tavole, di giochi, di frigo pieni di birra, di ragazze urlanti. Forse i "fuori standard" evitano di andare in spiaggia. Assisto a una partita che mi lascia prima perplesso, poi divertito. I ragazzi hanno un uovo attaccato con dei cerotti sulla fronte. Le ragazze cavalcano i ragazzi sulle spalle e devono calciare a pedate le uova degli altri ragazzi. Un dozzina di coppie così formate si fronteggia tra urla di tifo, uova rotte in faccia, calci ovunque. Immagino che vinca l'ultimo uovo rimasto intero. Quel che è stato evidente e liberatorio è stato il tuffo finale di tutti.
Noi no. Niente bagno in quelle spiagge. Dave non si accontentava delle spiagge nella baia, lui sapeva della Black's Beach, sull'oceano. Ma non sapeva bene dove fosse, fatto sta che abbiamo attraversato clandestinamente un hotel e un campo da golf per arrivare a una lunga e ripida scalinata che ci avrebbe portato dalla sommità della scogliera a quella piccola spiaggia. Ancor più clandestina, visto che, una volta arrivati, mi confessarono che era l'unica spiaggia per nudisti della California. Con nostra grande delusione, ormai la giornata di sole era finita, per cui gli unici nudi eravamo noi tre. Un bel bagno nelle onde del Pacifico, abbastanza alte da poterle chiamare quelle di un oceano.
Vi potete immaginare l'effetto che può fare un'intera città, più gli invitati, che si riversa in spiaggia di notte per cantare, giocare, mangiare, ma soprattutto bere, per festeggiare il quattro luglio. Ho perso i miei amici, ho avuto timore degli sconosciuti che mi invitavano, ho visto i fuochi (spettacolari) e sono tornato a casa. Al mattino, unico sveglio, faccio una corsetta sulla spiaggia che è diventata una immensa discarica con decine di spazzini al lavoro. Fatta colazione a pancake e sciroppo d'acero ripartiamo per la "nostra" Arizona. Facciamo tappa a Yuma, paese di confine, proprio uguale a quello dei fumetti. NO SHOES, NO SHIRT, NO SERVICE sta scritto in ogni locale. Ci mettiamo scarpe e camicia e ordiniamo un burger con bacon e french fries. Perché le patatine siano francesi non l'ho mai capito.


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