sabato 18 novembre 2017

Il secondo viaggio di nozze

Anche Ginevra di Ivrea scrive un blog.
Immagino che per lei sia un lavoro faticoso visto che sono pochi i muscoli che riesce a muovere. Ma con quei pochi sguardi e battiti di ciglia e con la grande professionalità, pazienza e amore di chi la circonda, ecco che si realizza la magia di un racconto di esperienze e di ricordi. Il suo blog si chiama "Il sorriso di Gin" e si trova a questo link.
Si sa, io ho sempre troppo da fare e qui a Milano siamo notoriamente sempre di corsa, ma questa volta mi sono fermato un momento perché davvero l'autunno è proprio la stagione dei ricordi. Ginevra: me ne hai risvegliati così tanti di ricordi che forse posso competere con i tuoi!
La più bella pioggia di foglie gialle e rosse? Incredibilmente vicino a casa. Dalle enormi vetrate degli uffici Olivetti di Scarmagno! Ho visto quello spettacolo una sola volta, in una splendida giornata limpida e ventosa. Ti avranno detto che lì c'era un enorme stabilimento Olivetti, vero? Ti avranno raccontato che ogni giorno da quel complesso industriale nel parco uscivano migliaia di Personal Computer per tutto il mondo, USA compresi? Purtroppo sappiamo com'è finita: dopo varie vicissitudini si è gestita la chiusura e il fallimento. Noi che facevamo stampanti e fax  siamo sopravvissuti qualche anno in più. Un giorno ci trasferimmo ad occupare gli spazi lasciati liberi dalla ex Olivetti Personal Computer. Uffici di prestigio al primo piano, circondato da aceri e altre essenze esotiche tutte intorno. Tanto bello fuori, tanto triste dentro. Dalle finestre interne si poteva vedere "la vasca": un enorme spazio al piano terra con gabbie di vetro, macchinari strani e tante scrivanie vuote. Postazioni di lavoro lasciate improvvisamente libere da uomini e donne che avevano ricevuto una lettera di messa in cassa integrazione. Non sapevano che non sarebbero mai più tornati, così negli anni quelle scrivanie, pronte per l'indomani, si sono ricoperte di polvere. Con tutto intatto: portafoto della famiglia, posta IN e OUT, penne, timbri, pupazzetti, disegni di bambini, prototipi, componentistica elettronica, buoni pasto, gettoni caffè, caramelle. Prima dello sgombero cercammo di recuperare il recuperabile, essenzialmente carta, RAM, floppy. Ci sentivamo come avvoltoi, i gettoni caffè se li presero i primi esploratori di quella città fantasma. Fortunatamente io ho sempre lasciato ogni azienda con lo scatolone, stile Lehman Brothers. Sei ne ho lasciate. Con chili di cartelline, riviste, manuali... tutta roba inutile che ingenuamente pensi che ti possa servire in futuro ma che inevitabilmente finirai per buttare qualche anno più tardi, come i testi scolastici.

Ma andiamo a capo e arriviamo al mio secondo viaggio di nozze, precisando che si tratta dello stesso matrimonio del primo viaggio. Gli Stati Uniti sono immensi, cosa che non riusciamo mai a realizzare abbastanza bene quando pianifichiamo un viaggetto. Ci viene la sindrome da Giapponesi in Italia: al mattino Roma, il pomeriggio Pisa, il giorno dopo Venezia con giro in gondola e rientro in serata a Milano dove fare shopping. La nostra guida "USA" è pari della guida "Europa" con cui viaggiano gli orientali convinti che contenga tutto ciò che c'è da vedere in Italia, Francia e Grecia in una settimana.. Dobbiamo proprio imitarli nella corsa al mordi e fuggi? Proviamo a fare tappe più rilassate. Con il fai da te siamo riusciti a fare due viaggi al costo di uno. Prima i cosiddetti "Grandi Parchi" di California, Utah e Arizona nel maggio 2008 e poi il "New England" ovvero Maine, Vermont, Massachusetts in ottobre. In ottobre proprio per vedere i colori dell'autunno! Che gli americani chiamano Fall più che Autumn. E per vedere le favolose case nel bosco e i romantici fari sulla costa. Li avevo caricati tutti nel TomTom: non erano nella guida, come non lo erano le case decorate per Halloween.
Cara Ginevra, mi hai fatto ricordare anche la cosiddetta "esperienza all'estero" da 18enne. Te la racconterò un'altra volta: non è stata al college, ma in fabbrica, non è stato un anno, ma un'estate, non è stata Intercultura, ma fai da te. Ma è stato lo stesso bellissimo, avventuroso, formativo, divertente. Per ora, per imitare un po' il tuo Canada ecco qualche foto del mio secondo viaggio di nozze...

 
 
 
 
 
 
 
 
 

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