Tra le varie creature animali con cui l'uomo ha pensato bene di incrociarsi con effetti tra il ridicolo e l'inquietante, una sola appare tanto innocente quanto naturale: l'angelo. Che poi, altro non è che un gioioso bambino con due ali d'uccello che partono dalle scapole. Facile da raffigurare, facile da capire, non provoca repulsione, non scatena domande, né pensieri impertinenti. L'uomo ha sempre invidiato gli uccelli, ma solo per il volo mica per altro! Poter guardare gli altri dall'alto è un po' sentirsi onnipotenti, un po' sentirsi ammirati, un po' provocare l'altrui invidia. E così a tutti noi prima o poi capita di sognare di avere un paio di possenti ali sulla schiena. Ma se davvero un giorno ci spuntassero le ali... saremo poi contenti di precipitare come polli giù da un dirupo?
Con due semplici tratti possiamo disegnare un volto felice o triste, stupito o preoccupato o perplesso. Quei due tratti rappresentano le sopracciglia, quelli due piccole scie di peli forti, corti, rigidi, ribelli che stanno lì ad amplificare i più piccoli movimenti involontari della nostra fronte. Così facendo diventano due formidabili segnali di comunicazione non verbale che diamo i nostri interlocutori. Sono anche quei segnali per noi più difficili da controllare. Forse perché a differenza di bocca, occhi, braccia e gambe noi non sappiamo bene a cosa servano. Semplice: servono a farci leggere quello che pensiamo.
Sì direbbero un rimasuglio evolutivo al pari di quella peluria varia che non ci dà più alcun vantaggio per la specie. Eppure le amiamo, le coccoliamo, li dipingiamo e ce le guardiamo reciprocamente. Sono come un piccolo marchio del nostro essere. Una piccola etichetta che dice chi siamo, di che umore siamo, se siamo in salute, se siamo sereni o preoccupati, se siamo docili o aggressivi, se siamo esibizionisti o timidi.
Mi sento terribilmente carente di una capacità: quella di disegnare il corpo umano. Intendiamoci, non aspiro alla scientifica anatomia degli schizzi di Leonardo, ma almeno a qualcosa di meglio dei fantocci stilizzati con cerchi e segmenti. Vorrei sapere tracciare delle sopracciglia credibili, delle labbra dolci, degli occhi sorridenti, delle dita con le loro unghie e, perché no, delle ali fantastiche.
(Scritto a ruota libera, con le parti del corpo casualmente assegnate e una chiusura a patchwork)

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